venerdì 31 ottobre 2014

Ognissanti

Non so se a loro sarebbe piaciuta,
però io amo farla:
ogni anno diversa.


Per giorni 
vado alla ricerca dell'ispirazione,
gironzolo per la collina
e per il web:
trovo nuovi dettagli,
materiali inaspettati,
combinazioni efficaci.


Un anno minimal,
un anno d'ortensie,
un anno vintage,
un anno colorata.


Sempre parto
 dai tralci della vite
che docili s'avvolgono
in una stretta morbida,
un tondo imperfetto 
com'è la vita.


Quest'anno...la lana,


pelosa,arancione,vellutata,
che si è posata sulla corona
come una sciarpa per il vento.


Altri colori sparsi intorno
in giri imprecisi,



poi bottoni,
stoffa arricciata,
juta a fiore
per arricchire un angolo,
per far da nascondiglio 
a scoiattoli,
foglie,
ghiande,
zucche
che sono spuntate 
all'improvviso.



Ed eccoli,
divertiti e vicini
che si tengono 
alla stessa fune,
come hanno fatto 
loro 
per anni.


Tutt'intorno,
cuori di legno sparsi,
per dire 
quanto mi mancano,
 quanto vorrei ancora 
essere aggrappata
al loro stesso filo.


Non so se gli sarebbe piaciuta,
ma credo 
che subito avrebbero visto
la parola 
che ha dato forma
all'amore
tra noi.


Buon Ognissanti.

Nonni. 



mercoledì 29 ottobre 2014

Il castello

A volte viene la nostalgia
di quando si saliva
a prendere l'ultimo calore
del sole d'autunno.


Lei silenziosa prima della nanna del pomeriggio,
io felice di avere per mano un tesoro.


Si passava sotto la torre dell'orologio,
"'L Ciochè d'le ronsee",
aspettando le lancette delle tre.


Poi si correva sulle pietre lucide,
con il fiato corto io,
con le scarpette leggere lei.


La meta era in cima alla collina
con lo sguardo verso il piano:


Ci si accomodava nel parco,


raccontando storie di dame e cavalieri,
di eroi ed eroine
che un tempo tra quelle stanze
conducevano la loro vita.


Saloni affrescati,
ricchi di parole di giorni lontani
che noi due sole solette
stavamo ad ascoltare.


I rintocchi del campanile
ci dicevano che era terminata l'ora.


Si ritornava passando per il sentiero
che s'infila tra le case
e l'antica Chiesa del Castello.



Due minuti nel paese,
dieci nel lettino
con gli occhi chiusi pieni di storia.


Adesso ho capito
quello che un tempo solo intuivo.
Con loro
non va sprecato mai nulla...
le parole,
i passi,
il sole sulla fronte,
il soffio del respiro nel sonno,
la danza di dame e cavalieri.


In realtà anche con noi stessi
ogni attimo è prezioso:
un'alba prima del lavoro,
lo sguardo di un amico,
una camminata per ricordare,
anche se non abbiamo aperto
chissà quali porte,
anche 
senza eroi ed eroine...


Oggi però mi sono mancate 
le sue scarpette leggere.





domenica 26 ottobre 2014

American breakfast

Today american breakfast.
Breakfast that leaves from Firenze,
sits on a chair,
moves to the kitchen in a happy morning.


 Oggi colazione americana.
Colazione che parte da Firenze,
si posa un po' sulla sedia,
si sposta in cucina 
alla luce di un mattino di festa.


Fuoco alle micce...
e che i profumi sveglino tutti!
Si sbatte,
si mescola,
si aggiunge,
si monta.


Poi si cuoce nel padellino
e oplà...
pancakes impilati
con l'introvabile sciroppo d'acero.


A pile of pancakes with the scarce syrup.

Finiti?

Are they gone?


Quasi...
solo perchè Benedetta si è svegliata tardi.

Almost,Benedetta woke up later.

Grazie domenica mattina
che ci regali questo.
Grazie Irene.


Grazie Kevin e Judy
che preparate ogni giorno la colazione
al mio ragazzo!


Thank you Sunday,giving that.
Thank you,Irene.
Thank you Kevin and Judy
 who give those breakfast to my son.

Good.

E grazie Lollo per la traduzione.

Ricordi di una festa.

giovedì 23 ottobre 2014

Sogni


Ho iniziato a cinque anni:
i piedi a penzoloni
da un ramo
di un melo.
Non ho più smesso.


Ho sognato di vivere tra gli alberi
nella vigna del nonno:
una casa nascosta tra le fronde 


con ampie finestre 
e tende a piccoli quadri.


Per un'intera estate
ho girovagato,
sola,
tra le piante,
immaginando i dettagli del mio sogno...
Felice come un grillo.


Il tempo,i fatti,gli incontri
hanno mescolato, 
arricchito,
fatto dimenticare,
creato
 nuovi sogni.


Grandi,
piccoli,
possibili,
improbabili,
ma a quindici anni
si può credere quasi a tutto.


Su questi progetti,
alcuni avviati,
altri solo pensati nel silenzio di se stessi,
si è innestato il sogno della vita:
l'amore per un uomo
e la vita con lui.
Una grande famiglia,
una grande casa,
le tende a quadretti,
la finestra sul terrazzo.


Poco,
pochissimo tempo per altro.
Tutto rubato a pappe,biberon,
ore pomeridiane a scuola
serate a preparare le lezioni,
notti a curare febbri ostinate.


E sono arrivati
 i giorni del troppo e del niente,
come un gomitolo srotolato, 
 senza aria per i pensieri.
Ciò che era sogno,
è divenuto prigione.


Quei piedi volanti sul ramo
sono stati il mio punto d'appoggio,
il mio sollievo.
Così ho afferrato le giornate,
trovato nuovamente il filo.


 Ad uno, ad uno
ho annodato quello che credevo perso:
i figli che crescono,
le ghirlande in casa,
il pianoforte,
il canto,
Lollo che se ne va in America,
le coccole al nipote,
i pranzetti cucinati per la gioia altrui,
il regalo preparato ad un 'amica...


Che sia tornata felice come un grillo?


Se guardo lui,
piccolo Noah,
credo di sì.