giovedì 26 febbraio 2015

Nonni

E' strano,
ma i ricordi dei nonni,
dolci e felici,
sono quasi tutti attorno
a tazze,
tavole imbandite,
plaid posati nei prati,
piatti fumanti la sera.


Le creme al cioccolato,
fatte con l'ultimo uovo del nido
e consumate accanto alla nonna
nei pomeriggi senza impegni
del mio essere bambina:
parole per condire 
questa delizia al cucchiaio,
racconti e risate 
di fatti lontani.
Dopo io e lei
si era complici
di segreti
e di amori travolgenti.

Nonna con le mie figlie

Le mele,
le piccole pere,
la prima ciliegia rossa
 lassù in alto,
colta per la mia gioia 
e gustata sul prato
all'ombra di un albero frondoso:
la bontà fresca e zuccherina
si scioglieva 
nel sorriso indimenticabile del nonno;
le storie di famiglia,
capaci d'ammaliarmi,
tanta era la sua abilità nel raccontarle,
sono diventate un prezioso ricordo
per altri ancora.

I nonni con Maria Sole

I pranzi di festa,
preparati con cura ed abbondanza,
portati a tavola
con una semplicità 
che ancora commuove,
nel servizio buono,
da usare con giudizio,
solo per gli ospiti,
quelli che non rompono.
Non io,
di certo,
con un dito di vino e acqua
nel bicchiere,
al centro dei discorsi
e di pietanze
che non ho più assaggiato.


Vicinanza
passata attraverso fragranze,
respirando vapori 
che annebbiano i vetri 
ed invitano a sedersi.
Voglia d'esserlo anche per i miei,
quelli che divorano
la mia ciambella e 
sollevano i coperchi 
alla scoperta della cena.

Lorenzo e Tommaso

Anche per chi ora,
soltanto, 
s'appoggia alla mia spalla
e succhia avido
il suo cucchiaino di frutta.
Riuscirò a portarmi nel loro futuro
con biscotti,
sughi
e cesti di focaccia?


E la ricetta della nonna?

Quella,
una rarità 
solo per me. 


E questi?
Cinque bottoni per lui...

domenica 22 febbraio 2015

La scala

Ha trascorso anni e anni
fuori,
posata accanto
ad un vecchio ciliegio.


Pronta ad accogliere
cesti
e piedi di uomini e donne
d'altri tempi.
Pioli consunti
dal sole e dall'acqua,
ganci in attesa di frutti golosi
da gustare subito.


Due,tre passi
e lo sguardo s'alzava
tra le fronde,
punto d'appoggio 
per raccogliere,
ma anche per rallegrarsi 
dell'aria 
e del verde intorno.


Poi le ciliegie sono finite
e lei è diventata
una scala da cucina.


Strofinacci ed alloro
da appendere,
oggetti da cambiare
a seconda della stagione 
e dell'umore.


Ed ecco che,
proprio ieri,
si è scoperto (qui),
(e grazie a Maria Sole...)
che le ghirlande
potevano anche essere luminose:
quale altro appoggio che non lei.


Palline di cotone,
colori da scegliere
tra mille,
infilate in una catena di luci.


Si appoggiano così,
come la mano riesce,
sparse,
in un abbraccio
a legni
abituati a ben altri tocchi.


Punto da osservare,
luminoso quanto basta,
compagnia per le serate
con il crochet in mano.



Il bello fa bene,
tra le foglie a maggio,
tra le luci in febbraio.





giovedì 19 febbraio 2015

Volo:hot air baloon

Mi piace il loro volo silenzioso,
l'apparente immobilità dello stare in cielo.
Il perdersi tra le nuvole
in viaggi lenti,
per arrivare a seconda del vento.


Diciamo
qualcosa di magico
per una che il volo
l'ha soltanto assaporato
guardando l'orizzonte,
nei tagli bianchi
che rigano l'azzurro;


l'ha immaginato nei pensieri di chi,
in un giorno,
ha attraversato il mondo
per arrivare in una nuova famiglia.

Oltre,oltre queste montagne...

Così,
appena le ho viste(qui),
non ho potuto resistere
 ed ho riempitole le sere 
pensandole sparse
sui rami del melograno in bottiglia,
e non solo.


Diciamo un volo notturno.


Prima il pallone,
tondo, 
che si modella,
giro,
dopo giro,
riempiendosi di ovatta;
poi il cesto
da appendere,
colorato ed accogliente,
per portarci assieme,
per custodirci al sicuro;


ed ora le funi
a cui legare i nostri viaggi,
i nostri stare in alto
anche nei giorni senza azzurro.


Quelli in cui non si vedono
righe in cielo,
quelli in cui 
si contano le ore per un ritorno,
quelli in cui
 si aspettano le luci del caminetto
per sorridere
guardando il loro volo.


Oggi sono in aria.
E non è una novità.

Come lei ,leggera...

domenica 15 febbraio 2015

San Leone

Stamattina cammino.


Posso farlo.
Voglio dare aria alla giornata.
Sentire il freddo ed il fiatone che mi attraversa.


Il bianco,il grigio,il bruno
dell'inverno
sono al mio fianco.
Sola,
nei boschi sulla collina.


Il cielo varia,
tracce di sole
s'infilano tra i rami;
nuvole basse sono lo sfondo
e
forse,
il futuro di questo giorno.


Silenzio.
Mi siedo sulla pietra vuota.
Attorno,
impronte di altri passi.
Ricordi di giorni caldi,
tra il vociare dei piccoli,
le risate dei nonni
che giocano a bocce,
nel verde di una festa
che qui
chiude l'estate.


Pare ieri.
Tempi da bambina,
con la mano nella loro
cercando di raccogliere il più possibile.
Fosse anche un cesto di castagne
da cuocere sul fuoco.


Tempi con i figli,
corse per arrivare primi al cancello,
aria da vendere
e forza da trasmettere.


Il Santo sempre ad osservare,
magari a vegliare sulle nostre salite.


Oggi con i miei pensieri.
Tanti.
Memorie e attese.


Immaginare la mia voglia di rose,
qui,
appoggiata alla chiesa silente.


Un giro tra chiavi ed ortensie
sfinite dal gelo:
il cielo,
forse,
promette un po' d'azzurro.


Fiori di lana
dai colori freddi,
per non illudersi,
l'azzurro potrebbe non ancora arrivare.

Non importa.

Ho fatto bei pensieri.

Per una donna speciale...

Sorrido e scendo:
uno sguardo indietro,
ma tanto torno.
Come la primavera.
Non credo,
però,
 oggi.

giovedì 12 febbraio 2015

Carnevale

Da bambini 
si andava di casa in casa,
con maschere improvvisate
e si chiedevano caramelle,
lecca lecca
e sorrisi.
Senza timore,
soli,
con i compagni di gioco.

io,nonna ed il gatto non mascherati o quasi...

A sera si divideva il contenuto
delle borsine:
molti dolci da gustare sullo scalino di casa.


Si chiedevano in prestito
ai nonni
gonne antiche,
gioielli esagerati,
parrucche allora di moda,
cotonate in grandi bigodini,
"Borsalino" 
che i vecchi usavano
 nelle occasioni speciali.
Un po' di trucco in bagno
e si era pronti per i giri in paese.


Tempi semplici,
senza le ansie e i pericoli di oggi.
Tempi di infanzia liberi
che i miei ragazzi possono solo immaginare.


Così si prova a fargli assaporare
un po' di quella gioia,
magari trovandogli uno
scalino sicuro.


Maschere costruite con le proprie mani
riciclando vecchi giornalini;(qui)
camicie e pantaloni improbabili
trovati in armadi chiusi da tempo;

per non parlare della parrucca...

profumo intenso di bugie 
da spolverare di zucchero 
nelle merende
con gli amici.


Però che bello
quando le mie figlie
facevano le principesse
ed io le accompagnavo al ballo
in maschera.


 E che bello vedere Lollo,
come un principe,
andare al suo ballo americano.


Se si guarda bene,
anche adesso
posso aprire la borsina
e trovare dolcezze.