martedì 28 aprile 2015

29 aprile 1945

Lui si chiamava Francesco
ed era mio nonno.


L'altro,
quello che non ho mai conosciuto.
Di questo nonno
mi resta poco.
La foto ingiallita
con il suo sguardo lontano,
i racconti di mio padre.


Un uomo mite,
generalmente silenzioso,
dalla pelle chiara
e i capelli rossicci.
Una passione per il ciclismo,
quello epico,d'un tempo
ed una piccola bottega
per riparare le biciclette.
A volte l'ho immaginato
vicino,
durante la mia infanzia:


avrebbe potuto insegnarmi l'equilibrio
senza rotelle,
accomodarmi in un baleno
la camera d'aria o lo sterzo
difficile da manovrare.

Di certo
avrei ascoltato
la sua mitezza (merce rara)
e chissà che avrei imparato...


Adesso cerco nei miei figli
e in chi è venuto dopo,
d'indovinare un lineamento,
una somiglianza,
anche remota.
La calma di Lorenzo,
l'incarnato chiaro di Maria Sole,
i capelli dorati di Tommaso,


il silenzio di certi pomeriggi con Benedetta,
la bellezza di pedalare veloci,
ridendo ,
con il piccolo.


Invece...
Lui,
Francesco,
è stato ucciso il 29 aprile 1945
in un'assurda rappresaglia
nazista
a guerra ormai finita.


 nel suo paesino del cuneese,
lì 
sopra la sua bottega,
lì,
con negli occhi ,
l'idea che fosse finita.

E' questo ciò che mi ha lasciato.


Da non dimenticare.

Tutti.

Mai.

Ciao nonno.

sabato 25 aprile 2015

Un giorno fortunato

Mi piace stare fuori.


Fare incetta di sole,
respirare l'esterno
con le piante
che han trascorso,
come noi,
la stagione dietro il vetro.



Adesso i contenitori vuoti
chiedono colori.
Vogliono un troppo
e non posso resistere,
devo accontentarli.


Oggi esagero.
Colori saturi,
chiassosi nelle forme 
e nei profumi,
usciti dai comuni garden shop:
io,
insieme a mille altri,
con questi bottini di primavera.


Confido nella quiete dei catini,
forse riusciranno a smorzare l'eccesso,
narreranno del loro passato
e i gerani (per piacere,pelargoni!),
le petunie e i bidens
saranno meno invadenti.


Come lui,il felino:
quale migliore gioia
che raccogliere carezze
chiusi nel secchio 
reso caldo
dal pomeriggio senza ombra.


Mi sa 
che questi oggetti di ferro zincato
fanno gola a molti altri:
sarà attratto dalla grande tinozza
 (Noah è il suo nome...)
o dalle corolle che spuntano in coro dal bordo?


L'angolo chiede silenzio.


Ora sono sola.


Non mi resta che intrecciare
una sfera
(grazie Simonetta)
di "grapevine"(parola bellissima).


La immagino con le luci
nelle notti d'estate.
(grazie Robin).


Subito la vesto 
con l'edera che invade il muretto.


E' tornata la pacatezza.



Quella dopo un giorno fortunato.


giovedì 23 aprile 2015

Di giallo


E' strano,
ma dei particolari,
per lo più insignificanti,
all'improvviso
colpiscono la nostra attenzione,
fermano il corso dei fatti previsti,
rallentano le mattine vestite di fretta.


Così alcuni petali,
sfuggiti all'intreccio,
caduti,
sono occasioni
per un qualcosa di nuovo,
altro.


Rami di vite
dimenticata tra l'erba 
e magari
un po' di giallo
tra le piume vaporose
di chi è venuto ad appollaiarsi
lì,
custode del nostro andare e venire.


Un ultimo sguardo
e poi via,
fuori.

Energia da trattenere,
energia da spendere.

Giallo.


Come i passi
che ci attendono
d'ora in avanti,
si spera leggeri,
poco consueti,
e ,
se siamo fortunati,
pure a sfiorare il verde diffuso.


Come la rosa Mutabilis,
che si apre al sole
con le sue corolle cangianti:
farfalle eteree sui rami.


Da raccogliere
in un barattolo,
esagerate nella varietà,
diverse nella bellezza.


Da aggiungere
senza limiti
nella primavera del mio salotto.



Rosa & giallo


Per zuccherare la sera,
tenendo tra le mani
una tisana:
le coccole dei petali
trasformati in qualcosa di dolce.
(Grazie Simonetta).

Quale nuovo particolare
per domani?

La Spirea nelle sue nuvole bianche?


Ma questo non è un dettaglio.
E' lo sfondo.




domenica 19 aprile 2015

Declinazioni di rosa

Il colore delle principesse
si sparge dove loro vivono.


Cercare il rosa giusto,
questo è stato il problema.
Pastello fin che basta,
non troppo zuccheroso,
un velluto
sulle pareti
per lasciare ancora un po'
nell'incanto chi lì dorme.


Le luci in catena
ad incorniciare i sogni,
anche quelli che fanno impensierire.


Un volo di farfalle sospeso
ed i cuscini per ogni tempo,
il sole nel cappello di paglia,
le gocce di questa sera.


Accanto alla luce,
le volute di un albero fiorito di bottoni,
ricordano la stagione preferita,
sparsa in tutti gli angoli.


Non deve mancare lo specchio ricamato,
per l'ultimo sguardo,
prima d'uscire.


Un'abbondanza di rosa
anche da indossare fuori.


Piccoli punti a crochet,
trovati nel web,
arricchiti
con perle,
giri di maglia bassa,
su una catena,
in cerca di qualcuno
da incorniciare.


Rosa & rosa.


Quando voglio sentirmi speciale,
capace di sollevarmi
come le ali di quei cuori distesi,
come la Dicentra Spectabilis,


leggera al primo vento,
elegante e discreta,
nell'ombra ancora chiara.


Forse anche come lui,
solitario
ed un po' sfacciato
 tra l'erba,
capace d'attirare gli sguardi
e finire in un mazzo.


Ma sono loro
che voglio aspettare.


Vere regine,
le declinazioni di rosa,
allora sì,
che riempiranno gli occhi.


Per ora mi perdo 
nelle sue cascate generose:
la Banksiae sul pero.
Mi sa che devo dedicarmi
ad un altro colore...


 Dove comincia lui
e
dove finisce lei.


Giallo,
naturalmente.