domenica 31 maggio 2015

Virginia


Andando per via,
vedi già l'intreccio,
ruvido,
scuro,
irregolare,
che sa di bosco
e delle sue storie.


Immagini
una creatura
che lo attraversa
con passo leggero
e per lei
costruisci un ricordo
da tenere
vicino agli occhi.


Cominci con i fiori
che sempre si porta appresso
anche quando il cielo è scuro:
mughetti,lavande
e Kaspie
che sanno di caldo e di ombra.


I colori,
pochi,
un po' di rosa,
un po' di verde
per intingere di poesia
il racconto di un giorno.


Uno spago proteso
tiene uniti gli opposti:
un passaggio in equilibrio,
in punta di piedi
come giusto che sia
per un cuore gentile.


Si aggiunge con lentezza,
cogliendo l'insieme
attraverso i particolari:
le deve assomigliare.


Quindi bottoni,
perle
ed un angelo
per la magia 
del suo sguardo.
Quando il tutto
si confonde
tra le rose,
ha raggiunto la meta...
manca qualcosa...
ma certo,


il sogno.


Allora arriva la bambina
di tulle vestita,
con null'altro
che un palloncino 
tra le mani protese:
di futuro
sanno i suoi passi.


Non resta che tornare nel bosco,
dove ogni cosa proviene
ed ascoltare il vento di maggio.
Ondeggia sottile
tra le note di Tchaikovsky
il nome che le è stato affidato.


Si può riempire
il tavolo,
non manca nulla,
neanche la bellezza di qualche corolla:
il sorriso di chi lo riceverà
sarà il vero regalo.


Virginia,
questa ghirlanda è per te.

Ad una piccola donna e al profumo
che oggi l'ha rivestita.








mercoledì 27 maggio 2015

Fotografie


Imparare a cogliere l'attimo,
allungando i tempi di posa,


chiudere ed aprire il diaframma
per vedere i particolari
od abbracciare il tutto.


Azzardare un controluce
correndo contro il sole
ed intagliare il cielo tra le foglie,
scoprire al di là dei propri passi,
proprio dove hai messo a fuoco,
lo sguardo complice 
del gatto appisolato.


Inondarsi di colori
per poi sceglierne uno
in cui perdersi.


Insabbiarsi nelle ombre,
anche quelle in movimento,
per scoprire le trame del reale
nei toni di grigio.


Ecco il corso di fotografia
che ha scompigliato
il mio modo di guardare,


di intuire,
di piegarsi fino all'erba
per parlare di uno stelo
 e del vento che lo muove.


La fotografie racconta,
descrive le emozioni,
non ti fa dimenticare
e dentro ad un bocciolo


o ad un cappello al sole
si infilano suoni,
profumi,risate,
 silenzi,
ma anche le parole di quel giorno.


Ed è per ancora sentirle,


che parto
e scatto.

domenica 24 maggio 2015

24 maggio:Lorenzo

II Piave mormorava
calmo a placido al passaggio
dei primi fanti, 
il ventiquattro maggio...


Così canticchiava
un donnone
in corte maniche,
strofinando
la tua giovane vita
con teli verdi,
caldissimi.


Con un pianto sommesso,
gentile,
hai salutato questo mondo,
dimostrando di gradire
l'accoglienza.


E poi,
via,
tra le braccia
sei giunto fino a noi,
nel cerchio della famiglia.


Sorrisi e coccole
di abbracci rincorsi,
ritorni sognando il tuo viso,


allegria di feste
ed intensità di scoperte
attorno al tuo crescere.


Mille e mille
le occasioni
ed i discorsi
in cui riempire i giorni,
in cui scegliere insieme
il sentiero più adatto.


Ed ancora una volta,
via,
per la tua strada,
lontano,
sognando un abbraccio...


gli occhi negli occhi,
per cantare un augurio
che oggi ti tocca.

Sotto altri cieli
avrai il tuo giorno,
tra nuovi affetti 
che ti sei conquistato
attraversando più d'un ponte
in aria straniera.


Tu
 sommesso e gentile,
con quel po' di solenne
che si posa
su ogni vita.
Lo stesso giorno,
qualcuno t'affidò a Lei,
e forse
fu da lì
che il tuo corso prese 
il via.


Come quel piccolo,
nei teli,
al caldo:
allora solo mio.
Adesso...
24 maggio 1997
diciotto...


Auguri Lollo.


giovedì 21 maggio 2015

Le rose antiche


Morbide,profumate,
diverse tra loro,
con una storia dentro i boccioli.


A volte una fioritura unica,
da ricordare nell'anno,
altre un continuo di corolle
fino ai tempi freddi.


Spesso flessuose ad accarezzare 
la terra,
ma anche slanciate verso l'alto
a conquistarsi spazio e aria.


Colori vellutati che mutano nei giorni,
tinte cangianti
attraversate da api golose.


Scoperte anni fa
grazie ad un'amica
e al suo piccolo vivaio.
Subito amate.


Le rose antiche.


Con i loro nomi
musicali e misteriosi,
creazioni fortuite e formidabili,
incroci pensati
da 
donne e uomini
che tra le rose han trascorso la vita.
Genialità e buone sorte
fiorita nel mio giardino.


La prima,
la Ballerina,
un cespuglio di piccoli fiori 
e mille bacche,
ottime nelle ghirlande d'autunno,
in movimento
davanti agli occhi:
inimitabile,
1937.


E vicino
Yolande d' Aragon:
spinosa,fragrante,
con una fioritura eccezionale
e qualche altra corolla scampata al caldo,
slanciata nel suo arbusto imponente.
Yolande,contessa di Provenza,
saggia e bella,
1843.


Poco più in là,
la Reve d'Or,
 sfumature preziose,
fragili e copiose
in un giallo che trascolora sotto i raggi,
un po' spettinata
che s'arrampica verso il cielo.
Vigorosa,
1869.


Tre le tante
ancora ad occhieggiare 
in questo giorno grigio,
Lavender Dream,
esplosione allo stato puro
di rosa e lilla,
nome soave
ed ultimo sguardo 
prima di rientrare.
Vampate di colore,
1984.


Ricordarle,
ora può bastare,
 se posso portarle con me,
colorando
il regalo americano 
di Lollo.


Manca poco...
tempo di abbracci
e di compleanni.