domenica 27 settembre 2015

Manualmente


Quando si entra
nelle fiere "creative",
e nella fattispecie 
a Manualmente (Torino),


quello che ci abbaglia,
ci rende attoniti,
fissi all'ingresso,
è la ricchezza 
mutevole dei colori.


A migliaia,
piccoli frammenti
disposti in caselle,


posti fianco a fianco
in tonalità accese,


distesi per sfumature
che declinano in toni pastello.


Dopo questo primo attimo
di smarrimento,
si passa al:
"No!Che bello!"
fino al:
"Questo lo voglio!".


Immaginando progetti
di cui si sa già qualcosa


od anche semplicemente
gettandosi nel nuovissimo,
tutto da imparare.


Così vorresti sapere di più sullo
scrapbooking
per creare libri,biglietti
da sentire sotto le dita,
e poi,
magari,
ti fermi
allo stand della Calligrafia
e provi l'assoluta necessità 
di sperimentare quest'arte in punta di pennino
(ovvia necessità per una maestra d'elementari).


Desideri sfiorare lane e bottoni
d'ogni foggia


e stoffe d'una morbidezza incredibile.


Ti perdi  nella magia
creata da altre mani 


ed esci con un pacchetto selezionato
da appoggiare sul tavolo
al sole.


Bottoni di legno dipinti,
nastri,
gioielli da aggiungere a bracciali
e lana.


Mi attendono
le foglie dei castagni,
lassù in collina


e questi cieli
sempre vari
tra nuvole e vento.


La stagione è cominciata.

venerdì 25 settembre 2015

Less is more


C'è stato un tempo
in cui,
attratta dalla vita verde,
dalle varietà fiorite,
dai vasi allineati
nei vivai o nella fiere,
riempivo il mio spazio
di piante,di foglie,
d'infiorescenze
d'ogni tipo.


Quindi rose,arbusti,ortensie
a circondare il terrazzo.


Una giungla
senza forma
che non amo più:
loro sono cresciute troppo
ed io sono alla ricerca del meno.


L'aridità e il caldo appena trascorso
hanno fatto il resto.
Un giorno intero di fatica
per dare il vuoto
a che si siede ancora fuori.


Un gioco di scatole cinesi
per spostare,
cambiare,
senza troppo acquistare
e soprattutto
senza buttare.


Ogni ortensia
o altro arbusto
ha una storia
che s'interseca con la mia:
in pratica mi ci affeziono.


Piccoli tocchi d'autunno
ed ecco che il quadro si dilata
e le tinozze
hanno un nuovo scopo.


I miei a dirmi:
"Ma una volta non amavi l'esagerato?
E ora?".
Mi sa che sono diversa:
i cambiamenti mi piacciono.


Naturalmente
sempre con loro al mio fianco.


Le lettere allo specchio
parlano chiaro:
c'è ancora molto altro.




lunedì 21 settembre 2015

Table runner


Metti alcuni gomitoli,


scegli un cotone lucido
e anche se è ancora estate,
(era agosto),


prendi i colori
che ti ricordano le sera in casa
e l'oro sulle foglie.


Naturalmente cerchi un progetto,
un'idea per il tuo crochet
a riposo da un pezzo.
Ed è ovvio che immagini
dove il tuo lavoro troverà posto.


Il table runner prende forma.
Grazie a Marinke
e alle sue istruzioni,
cresce di esagono,in esagono.
Le tinte si accordano
per descrivere l'autunno in arrivo.


In ordine si uniscono le piastrelle
e con un bordo si delimita il contorno:
steso sul legno
allunga la sua geometria
e ci ricorda i giorni mutevoli
che ci attendono.


In poco,
è pronto.
Non resta che aspettare
d'accomodarcisi attorno.

Mi piace pensarlo sul tavolo in America.


Lo piego e
lui parte.


Un po' di me va con lui.


venerdì 18 settembre 2015

Il mazzo

Oggi minaccia pioggia.


Nonostante le gocce imminenti,
dopo aver visto il mazzo di Simonetta,
sento il bisogno
di salire
nel mio giardino
e cogliere
il vivo che mi colpirà gli occhi.


Cerco tessiture verdi,
fiori piccoli,
boccioli di rosa,
profumi e tralci inseguiti nell'incolto.


Ne colmo un cesto.


Tiro fuori
rami di quercia,di cipresso,di rosmarino,
 nandina arrossata
affiancata a foglie di bambù 
sottili e striate.


Si aggiungono
bacche di rosa ballerina,


di rosa complicata,
ed anche una collana 
di cinorrodonti
scovata tra i rovi,
come sospesa.


Metto in fila
le rose sopravvissute
al mio abbandono:Iceberg,
White Meilland,Old Blush,
Tess d'Ubervilles.


Naturalmente non posso fare a meno
di un'ortensia Annabelle 
verde acido.


Non resta che 
utilizzare anche l'edera esagerata
che cresce sul muretto.


Sul tavolo,
sotto la pioggia
ormai continua,
restano due ghiande.


Un insieme che parla con i colori dell'estate
e sussurra di venti
del Nord.


Tra le mani,
inesperte,
cresce il mazzo
nell'abbondanza di fiori e foglie.


I raggi tra le nuvole
lo confondono con lo sfondo,
nel suo vaso panciuto
che gira tondo.


Adesso che sta
in casa,
non posso che provare
meraviglia:
questo bello esiste
nonostante
la mia pochezza:
è bastato andare
e cogliere.


Credo di essere pronta a salutarla,
l'estate.