giovedì 29 ottobre 2015

Aspettare...

Aspettare
che questa giornata termini,
per fermarsi quel poco
davanti al fuoco
con un gatto sui piedi.


Aspettare 
che il cerchio di maglie alte,
cresciuto la sera,
trovi il suo posto nell'armadio.


Aspettare
che la pioggia,
improvvisa e battente
ci permetta di tornare a casa
senza ombrello,
correndo tra una goccia e l'altra,
gai come bambini.


Aspettare
 che il viale
raccolga gli ultimi raggi,
per rendere d'oro il ritorno.


Aspettare
che un racconto finisca
per vedere
i loro visi colmi d'avventura,
 con la voglia matta
di fermare la storia
a pastelli colorati.


Aspettare
che i suoi passi
divengano sicuri
e vederlo correre
allungando la presa.


Aspettare il mattino,
contando i rintocchi,
tale è la gioia che conterrà quel giorno.


Aspettare 
una festa
che hai adottato,
per ringraziare,
per stare viso a viso
con chi ami,
per ricordare
che dopo Lorenzo in America,
niente sarà più uguale
ed un po' di loro
verrà sempre con noi.


Aspettare e aspettare
per dare un limite ai giorni
e poi stupirsi
del nuovo che arriva.


Thanksgiving!
Help, I need a turkey!
Maybe a fake one.

http://www.punchbowl.com/p/thanksgiving-turkey-crafts
Credits


domenica 25 ottobre 2015

Woods and Angel Wreath

Sono andata nel bosco,
in un mattino lattiginoso,
non caldo,
ma neppure freddo,
quelli da maglione
per intenderci.


Senza macchina fotografica,
ad occhi aperti
per catturare,
nel silenzio,
la magia
che circola tra alberi,
foglie e aria:
muschi morbidi,
rami sinuosi,
colori spenti,
un canto di vita
a riposo 
o quasi.


Ed ecco che per i nonni,
quelli in cielo,
è nata la ghirlanda bosco:


il muschio attorno,
rami ad avvolgere
come si vede
nelle nostre colline spettinate;


poi bacche,
di varia grandezza,
come piaceva a loro,
una festa rosso pacato
che fa da nido 
ad un uccellino di guardia.


Il bosco è il suo regno.


Tocca a loro,
leggeri,
come si conviene agli angeli,
colorati quanto basta,
abbracciati 
perché  così
hanno attraversato i loro giorni.


Naturalmente al crochet,
quasi copiati qui,
rifatti più volte
per esserne veramente soddisfatti.


I nonni a vegliare,
il "cip" 
(come lo chiama Noah)
ad attendere,
il resto
a rendere bella 
anche la malinconia.


Tempi di pensieri.



Un dì si venne a me Malinconia

Un dì si venne a me Malinconia
e disse: <<Io voglio un poco stare teco>>...
DANTE ALIGHIERI

martedì 20 ottobre 2015

Caos

Ultimamente ho deciso
di farmi
male.


In realtà sono andata
nel mio giardino
in salita,
incolto quanto basta,
un gerbido 
senza cure da un pezzo.


Dopo graffi,
spine,
muscoli doloranti,
mi son seduta
sul ciglio della vegetazione,
un po' scoraggiata
e con troppi pensieri.


Ma in questo caos
imperante,
nella mescolanza di piante,
può esistere
un qualche ordine
o per lo meno
un grumo di bellezza?


Lo stesso dicasi
per il tavolo della craft room
invaso da nastri,
muschio,
rametti,
lana e uncinetto...
Eppure il mio occhio
subito coglie,
in quella incostanza di oggetti,
proprio il bottone adatto
o il gomitolo rosso mattone
per un nuovo fatto a mano.


Che  un mazzo di bacche
possa convivere con l'ultimo bocciolo,


o
la rosa  s'arrampichi
tra le foglie della palma,


o ancora
 i pennacchi slavati 
della Pampas
diventino troppo invadenti...


pare che oggi abbiano tutti 
una qualche ragione
d'essere lì,
anche solo
per far da margine al cielo.


Nell'assoluta confusione 
del pensare,
scendo
e la sera
mi guardo
"Le regole del caos":


un film che mi quieta,
luminoso e sufficientemente
verde.
Comincio ad intuire:
non mi resta che ancora salire.


Mi sa 
che sto cercando
un bandolo al mio caos.

Ciò mi fa bene.



venerdì 16 ottobre 2015

Cacciatore di talee

L'occasione porta sempre
nuove idee.


Certo è 
che 
se nell'elenco
degli incarichi
a scuola,
aggiungi la voce giardiniere,
la classe intera
si aspetta di avere un giardino
o alla meno peggio,
piccoli vasi da accudire
durante l'anno.


Ed è allora che si diventa
cacciatore di talee.


Si cerca una pianta facile,
abbastanza d'effetto
a dilettare gli occhi,
a crescita veloce,
che di pazienza
se ne ha poca,
da portare un giorno a casa
come regalo prezioso.


Si parte in battuta.


Prima nei miei vasi,
abbondante tra altre piante,
in varietà tra il peloso
e il
variegato,


poi sui muretti
o davanzali del paese:
non esiste nonna 
che non ne possieda
almeno un tralcio.


Si parla
di erba miseria,
si scrive a scuola,
Tredescantia.


Magari
 si può aggiungere un po' di rosmarino 
e rischiare con l'elicriso:
tanto per profumare l'aria
od ingentilire le  finestre.


Tante etichette
rendono il giardino in vaso
mio e tuo.


Ora si aspetta.
Acqua e sole
faranno il resto.


Uno sguardo ,
lanciato alla fila verde,
darà un nuovo senso
alle letture,
dettati,
poesie di ogni giorno.


E poi loro sono vive come noi.
Dicono.

Si spera.
Penso.


martedì 13 ottobre 2015

Il caldo addosso:crochet cowl


A volte arrivano
giorni di luce,
pervasi da tanti piccoli attimi
di bei punti colorati,
di trafori eleganti,
di gentilezze 
e sorrisi
incrociati per caso,
di sfumature
appoggiate una sopra l'altra
su lana calda.


Ma anche compaiono 
giorni che soffrono d'ombra,
che girano troppo in fretta,
senza appoggio alcuno;
allora ci si deve aggrappare,
riga dopo riga,
per stare al riparo
contro il freddo dell'aria.


Contro questi tempi,
mi fermo la sera
e con l'uncinetto
mi vesto con lo scalda collo
imparato qui,
da Eline Alcocer.


Si lavora alla svelta
e cresce come una sorpresa
in questo autunno dipinto:


un solo gomitolo
per tanti colori.


Se ci guardo attraverso
o lo serro attorno
come in un abbraccio,
ritrovo per un poco il sole.


Non basta,
ma aiuta.


Poi è fatto a mano.