giovedì 31 marzo 2016

America:andata e ritorno

"Ci sono cose che noi umani..."


e sto parlando di un umano
 nato e cresciuto
 in un paesino del Piemonte,
che fa la maestra,
che ha un piccolo blog,
che è molto "anta"
(non bariamo,ne ha 52 appena compiuti),
ebbene
le cose,
una miriade ed una miriade,
sono talmente tante e ricche
che ancora non riesco a descriverle,
a porre un ordine
al tutto che mi ha attraversato
in questi giorni d'America.


Direi che potrebbe essere
come quando da piccini
si vuole prendere
la sabbia con le mani
e questa ti scivola tra le dita,
lasciandone solo un piccolo grumo
nel palmo:
granelli tra pelle e polpastrelli.


Così è andata per me.


Non solo
colori,movimenti,suoni,
rumori d'ogni tipo,
profumi ed aromi
di cibo sconosciuto,
giorni di sole caldo
e pioggia leggera e umida
e poi colazioni,cene
e parole,
quelle pensate,
quelle dette
(molto incerte le mie di sicuro)
e gli abbracci,
i Please,Thank you,Happy Birthday
and 
"This ride is so fast..."
e allora fa per me.


Ma l'essenziale,
quello da portare nella mano,
oltre e oltre,
è qualcos'altro.


Una famiglia americana,
mai incontrata,
non certo per Lorenzo,
capace d'intenderti
(non si sa come,visto il mio inglese),
di capirti,
di volerti bene
ben più di chi,magari,
vicino a te,
ti ha vista crescere.


Sentirsi uniti,
desiderare la loro compagnia
e adesso provare nostalgia profonda
al loro pensiero.


E che dire
delle risate,
piene da toglierti il fiato,
come mai da troppo tempo,
per un nonnulla,
per il buffo,
di sicuro
per il nostro lessico misto
tra italiano ed inglese.


Poi le lacrime,
quelle versate nell'ultimo abbraccio,
sincere,
rimaste come sigillo di un'amicizia nuova.


Un ultimo granello,
quello sì d'argento,
è la sera di un compleanno,
tutto per me,
da tenere per sempre nel cuore:
emozione allo stato puro.



Nel calore di una notte americana
si può concludere la giornata
con un bicchiere di Moscato,
anche lui
vero,vero.


Allora comprendi
che un tempo di cinque giorni
non può cambiarti,
perché il ritorno
è presto arrivato,
ma può darti lo slancio,
la voglia di cominciare,
di continuare
ad infilare la mano nella sabbia,
perché
sempre ci resta qualcosa.


Bisogna esserci,
provare
e di certo ridere di più.


Da non provare però...

"This ride is so fast..."
perché io ci esco bell'e morta.


Fast

Adesso ho capito.

Il ritorno è stato diverso
e questo mi piace.


domenica 20 marzo 2016

Crochet Bunny Garland

Pare che quest'anno
la primavera voglia arrivare
di soppiatto,
tra una nuvola e l'altra,
tra un ramo in fiore
e 10 cm di neve.


Quasi voglia coglierci impreparati,
con ancora addosso
maglioni e stivali.


Eppure,anche tra intemperie
e giorni colmi, senza sosta,
si è sentito il suo incedere:
il cinguettio al mattino,
il tepore a mezzogiorno,
i colori nuovi
da lavorare al crochet.


Quindi via le lane
e avanti con i cotoni dai colori leggeri,
quelli che ti ricordano i confetti,
i disegni dei bambini,
i prati appena risvegliati.


Tanti piccoli leprotti (qui),
Bunny per intenderci,
con il codino bianco,
da appendere sul filo verde,
per rallegrare
questi giorni di festa.


Magari aggiungendoci una carotina,
giusto per non lasciarli senza cibo,
poi due bottoni
e voilà,
sono pronti!


In fila,li ho un po' inamidati
con la colla,
perché aguzzassero le orecchie,
si stendessero sopra tavoli
o caminetti ormai spenti.


Naturalmente
li ho sistemati in buste,
tra tulle verde
e piccole etichette
(trovate qui)
che narrano di poesia,
di musica,
di vita che vola sulle nostre teste.



Se poi ci scappa anche
un berrettino da neonato (qui),
ma sa che l'insieme
sembra ancora più adatto
per dire
"Benvenuta Primavera"
e buona vita bebè in arrivo!


Per lui/lei,
per tutti noi
che ci sentiamo in divenire,
una poesia
da leggere la sera
e tenere nel cuore sui sogni
dei nostri piccoli.


Per me,
uno si sta per avverare.

Mi sa che lo aprirò mercoledì.


America arrivo!

I'm going to Orlando in Florida
with my son Lorenzo.
I'm meeting the american family of my son
and I'm going to Disney World!
Thi trip is one at the biggest dreams of my life...isn't it?
The present for my birthday
that I couldn't imagine!
I've decided to write
a diary of  those days
because I don't want to forget
anything.

Bambino,
se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.

Alda Merini






giovedì 17 marzo 2016

Ghirlanda d'ulivo

Questa volta
è nata fuori.


Mentre stavo potando l'ulivo
o almeno ci stavo provando,
arrampicandomi tra le fronde
troppo fitte,
ho avuto l'idea.


Una ghirlanda che potevo
costruire lì,
tra i rami accumulati
a terra
e il profumo della mimosa
sulla collina.


Sono riuscita a far tenere l'intreccio
con il solo aiuto di un piccolo spago,
niente colla a caldo.
Tra l'altro,
maneggiando i rametti flessuosi
dell'ulivo,
mi sono accorta dell'aroma
che si sprigiona
dal legno
e dalle foglie.


A sera lo sentivo
ancora sulle mani
e nei capelli.
Quando mi è parsa equilibrata,
non perfetta
ed anche un po' spettinata,
come si conviene
in un giorno di vento,
l'ho portata in casa.


Qui ho aggiunto in alto
un fiocco di tulle,
leggero
come le sue foglie d'argento,
elegante,
per accordarsi
alla semplice bellezza 
della natura.


E' stato facile ,
poi,
pensare che sulla porta
poteva annunciare la Pasqua:
con qualche ovetto dipinto
e una catena
di piccole galline
di legno.


Ancora una volta,
mi pare che le ispirazioni migliori
ce le fornisca
il giardino,
l'incolto,
il prato tra le case,
quell'albero nodoso,
il silenzio
tra arbusti e rami.


Ora sa ne sta
davanti a cumuli di neve,
speranzosa del sole
che comunque,
prima della festa,
dovrà arrivare.


Io,quest'anno,
andrò a cercarlo lontano,
anzi,lontanissimo!


Poi racconterò.

Today spring seems far away.
It's snowing a lot,
but my olive
tree wreath
reminds me
of the spring
and Easter!
Instead
I'm going
to a place
where
it's
always summer!


sabato 12 marzo 2016

Monet in classe

Post diverso,
nato tra i banchi.


"La bellezza non è che
 il disvelamento di una tenebra caduta 
e della luce che ne è venuta fuori."
Alda Merini

Come restare insensibili,
quando la luminosità
di questo quadro
ti folgora,
riempie la sala
dove è esposto,
lo schermo del computer
se ti ci imbatti
una sera,
l'intera parete a scuola
quando apri la lavagna interattiva.


Oggi
si sta con Monet
e precisamente 
con "La gazza"
del 1868/1869.


Come è bello guidare
i piccoli,
anche i più difficili,
alla scoperta
dei dettagli,
le pennellate,


i colori,
in alto il cielo,
il fondo nebbioso laggiù,


le case silenziose
e soprattutto
la gazza protagonista.


Il cancello 
su cui si è posata,
così squisitamente
improvvisato,
cattura gli sguardi,
un pentagramma
da cui parte
il bello 
di questa giornata
di seconda.


Poi,
provo
a farli raccontare.
Immaginiamo
di entrare nella 
tela


guardare
tra fiocchi
e spiragli di sole
noi seduti 
con la matita in mano.

Non facile.


Tutti siamo la gazza
in un mattino d'inverno.

Insieme
costruiamo
la piccola storia
che più di cento anni fa
può aver volato
sui tetti,
sui rami curvi,
oltre una tavolozza
ferma nel freddo.

PERSONAGGIO:la gazza
TEMPO:forse un mattino d'inverno
LUOGO:un villaggio di campagna
CHE COSA SUCCEDE:si crea la bellezza
COME SI PROCEDE:loro mi dicono,io scrivo.

LA GAZZA E MONET

Stamattina,all'alba,mi sono svegliata
e ho visto la neve.
Fa molto freddo ,br,br.
I tetti sono bianchi
e io non so dove posarmi.
Anche gli alberi sono innevati.
Ho fatto un giro di qua
e un giro di là,
ma non trovo
nessun posto
per riposare 
la mie ali stanche.
All'improvviso
spunta
un po' di sole,
 io vedo un cancello
e mi fermo lì.
Esce un uomo
nella neve,
ma non fa paura.
Si ferma davanti a me
e inizia ad usare
cose che ha portato con sé.
Muove le mani,
mi fissa.
Io sto ancora un po' 
ferma
e poi volo via 
nel cielo grigio-bianco.
Anche l'uomo,
dopo un po',
se ne va.
Chissà che cosa avrà fatto?
Però canticchia,
ed è un bel segno.


Molto soddisfatti,
(anche i difficili),
si torna nei banchi al caldo
e si decide
di incorniciare
il momento
vissuto insieme.

Quale miglior modo
di salutare l'inverno!


Che poi sia la volta buona.


L'ulivo aspetta.


In realtà,
ora che l'ho scritto,
non è poi così diverso.