mercoledì 29 giugno 2016

Conto alla rovescia

E' tutto un lavorio
in casa.


Uno affaccendamento continuo,
tale da costringermi a scrivere
su un quadernetto:
oggi tocca all'ingresso,
domani si deciderà
per una nuova ghirlanda.


Un conto alla rovescia
che riempie le mie ore
e prova a sistemare 
mesi d'incuria
in casa e fuori.


Ricordati delle rose essiccate,
quelle piccole che stanno
ancora a testa in giù
e vanno bene
sull'intreccio semplice di betulla:
in purezza,
solo loro.


Ritocca i muri,
sistema le tende,
smalti,pitture
e ferro da stiro
che scorre al mattino
prima del caldo.


Poi i vasetti,
quelli da riempire
con fiori
e accendere con candele
per una cena al fresco
o quant'altro capiterà
nei prossimi giorni:
un po' di juta,
qualche abbraccio di pizzo,
un bottone verde
per la dolcezza di quelle sere.


Mi spiego.
L'8 luglio
arriverà la famiglia americana
che lo scorso anno ha accolto Lorenzo
in Arkansas.

Little Rock

Persone sopraffine
da ricevere con cura
e a cui dedicare
in special modo il nostro tempo.

Arkansas

Si farà i turisti 
a casa nostra
e magari si scoprirà
che in questo umile
basso Piemonte
si nascondono bellezze
e bontà
degne d'essere poste nei ricordi.

Tetti piemontesi

Già sogno abbracci,
tagliatelle nel piatto,
candele ad illuminare
un'amicizia unica.


Però,
come in tutto,
ora si lavora.

Torino

Si pianifica,si pensa,
si sbaglia.
Che,ad essere sinceri,
viene facile.

Reggia di Venaria

Aggiornerò lo svolgersi 
dei fatti
e sulle righe ancora vuote
si devono sistemare
parole,
non quelle che vengono
più o meno da sole,
ma le difficili,
da trovare tra le sinapsi un po' spente
della sottoscritta.

In inglese,
appunto.

Help!





sabato 25 giugno 2016

Nel bosco


Sono andata nel bosco
nel mattino ricco di luce
vagamente per te sperando cogliere
dalla musica tenera dell'aria
qualche fresco sussurro di parole,
ed ecco ti porto invece
solo un poco di fragole rosse,
profumano e brillano,
per la tua gioia, o Lorenza.

Poco importa se le fragole sono nella torta...
L'altro giorno,
mentre riordinavo
un cassetto dimenticato
da chissà quanto tempo,
ho ritrovato un regalo
che un mio alunno
mi aveva dato
molti anni fa.


Per capirci,
credo che il giovane in questione
abbia già superato la ventina
da un pezzo.
Chiuso in una carta
a piccoli pois,
scritto in un bel corsivo elegante,
una poesia di ALERAMO SIBILLA,
era stata trasformata per me,
con tanto di disegno finale
e piccola foto del ragazzo
che ancora ricordo.


Lì seduta a terra,
tra le tante scartoffie da buttare,
ho letto e riletto
questa dedica
così raffinata,
come di uno che mi conosce.


Naturalmente 
commozione
e rimpianto
per il legame profondo 
che si creava un tempo
tra le maestre e gli allievi,
ma poi
anche un sorprendente desiderio
da realizzare
quasi subito,
in un caldo mattino di giugno.


"Devo andare nel bosco!".


Il silenzio,
il canto degli uccelli,
il ronzio degli insetti,
il verde estenuante
attraversato dal sole caldo,
alcuni fiori
tra le vegetazione incolta:


che cosa c'è di meglio
 che riempire il tavolo


di vasi e vasetti
che trasudano bellezza ,
senza che io,
che noi
ne abbiamo un merito.


Mi siedo sul terrazzo
un po' inselvatichito
ad ammirare il bosco
nell'acqua.


Forse potrei trasferire
questi "pots" 
nella mia scala appena tinteggiata,
oppure potrei pensare
ad altri addobbi
che mi attendono...
ma questa è una sorpresa.


Comunque si sapeva
 che non avrei dato 
solamente
il bianco.


La festa sta per iniziare.

July is coming.











martedì 21 giugno 2016

Crochet wire lettering

Mi piacciono le parole.


Quelle dette,
sussurrate,
ascoltate con attenzione,
lasciate per casa
raccontando di questo o di quello.


Principalmente,
però,
mi attraggono quelle scritte
(essere una maestra ha anche il suo perché...).


Le parole stampate,
o meglio quelle vergate a mano,
un ricciolo dopo l'altro,
 un'armonia 
di curve e respiri
mi ricordano certe melodie,
mi lasciano...
senza parole
(visto il soggetto è una rarità).


Prima di riuscire ad apprendere
una qualsiasi forma di grafia
degna d'essere scritta 
tra le mura di casa,
mi sono rivolta ad altro
in cui,
credo,
d'essere più ferrata al momento.
Mi sto riferendo al mio immancabile crochet
e alle infinite possibilità di creare 
con un filo
ed un uncino.


Voglio scrivere i nomi
della famiglia,
per intenderci 
il noi
di cui qualche volta parlo.
Li voglio davanti agli occhi 
quando vado e vengo
durante il giorno.


Li voglio anche plastici,
capaci di modellarsi,
di unirsi,
di tendersi,
di infilarsi uno sotto l'altro
mantenendo però
la propria forma.


Naturalmente
devono essere
colorati,
e perché no,
illuminati
che in ingresso non c'è molta luce...


Sarà una missione impossibile?
In realtà è stato facile.


Dopo aver visto
mi sono decisa 
e in un paio di sere
nuvolose 
e troppo fresche
ho "crocchettato"
tutti i nostri nomi
inserendo all'interno
delle maglie basse,
cioè lavorandolo assieme,
un malleabile filo di ferro
made Tiger.


Il risultato è stato sorprendente:
un corsivo morbido,
a volte esagerato 
ha definito 
le parole che più mi stanno a cuore.
I due più vecchi,
nel cuore
ad incominciare
l'avventura,
poi loro,
uno per mano all'altro,
fino all'ultimo,
l'appena giunto,
lasciando lo spazio
che mi pare giusto.


Sulla vecchia persiana,
trovata nella casa
ai tempi dei tempi
mi divertono,
parlano
ricordano.


Un buon modo
di iniziare l'estate.


Quante novità m'attendono!
Domani si tinteggia.
Aiuto!









sabato 18 giugno 2016

Red


Ci passi davanti tutti i giorni,
mille volte.
E' marrone,
forse nessuno di noi 
l'ha mai tinteggiata,
era così.
Una porta 
incastrata nel muro
che conduce allo stanzino 
delle bici,
dei monopattini,
dei libri vecchi
ed ora del passeggino 
in attesa dei suoi passi.


Oltrepassiamo
quel legno anonimo
senza badarci:
non ha bisogno d'essere bella,
serve.


Eppure,
ieri,
mentre cercavo altro tra i barattoli
di vernice,
ho visto questo rosso:
non so neppure perché fosse stato acquistato,
un errore di certo,
improponibile
al pensiero
e all'immaginazione.


Non alla mia,
però.


Mi ha preso un'insopprimibile
desiderio
(e chi mi conosce sa cosa intendo)
di usare quello smalto laccato.
Gli occhi l'hanno finalmente vista:
farò una porta rossa.


"Ma,papà lo sa?"
ciò han detto i rampolli
turbati
dall'esagerazione materna.


"No,l'ho deciso ora
e di stasera sarà finita!"


Gli sguardi dubbiosi
mi hanno accompagnata
per tutto il giorno.
Poi si è capito,
(anche il padre,credo il più entusiasta di tutti!)
che era proprio il colore adatto a lei.


Ci dimentichiamo
che è utile,
ci accorgiamo che è bella.


Con una sottile ghirlanda estiva
saluta ogni nostro passaggio
e ci pare d'aver voglia d'attraversarla,
anche senza motivo.


Mi sa che Noah
ha imparato 
a riconoscere il rosso
tra i colori sparsi
di questo mondo:
lo addita e ride.


Red puts us
in a better mood!
Isn't it?