venerdì 29 luglio 2016

Tempo "leggiero"


In musica,
si dice 
"leggiero"
(light,nimble)
per indicare
qualcosa di delicato,
agile,
senza peso.


In tal modo,
ho mollato la presa,
dimenticato i quaderni
del fare,
mi sono concessa
dei tempi
sommessi,
di quiete,
di ritorno
al giardino,
all'oggi
non programmo nulla.


Solo una settimana,
anche per abituarmi 
al silenzio di certe stanze vuote,
alle mancanze
che vedo,
che sento
circolando
in casa
al riparo dal caldo.


Così mi sono concessa
libri,
in parte ancora da leggere,
scelti
partendo dall'autore che conosco e rimpiango,
da poche parole spiate prima di cominciarlo,
dalle illustrazioni che lo ingentiliscono,
dal titolo che mi incuriosisce.


I pomeriggi sulla sedia a dondolo,
si arricchiscono
 di piccoli lavoretti,
non programmati,
lesti nell'esecuzione.



 Qualche ora 
e si possono appendere,
regalare
o portare in giro.


 Molto meglio
se si è al mare:
certi fiori
somigliano a stelle marine!


Dunque 
un porta vasi 
da lavorare  all'uncinetto con l'umile spago
ed in pochissimo tempo
è già è in bagno
con la sua piccola edera:


grazie al suo
dettagliato tutorial,
è impossibile sbagliare.
Donatella in giardino (e non solo)
è imbattibile,


E se  usassi la rafia?

La scelgo color del sole,
della quercifoglia con le sue bizzarre infiorescenze,
e giro dopo giro,
a mezze maglie alte
mi regalo una borsa che più estiva non si può.


Leggermente frusciante e ruvida
si riempirà di sabbia,
di piccoli oggetti,
di ricordi
che questo luglio travolgente
mi ha concesso.


Davanti al mare
avrò veramente modo
di capire il vero senso
di 
tempo "leggiero".

Eventualmente anche
di tempo
"rubato"
(with some freedom of time).

Mi piace la musica.




martedì 26 luglio 2016

Insieme raccontiamo


L'ho scovato ieri,
mentre cercavo il riposo
che il mio corpo
e la mente
bramano.
Ne sono stata attratta,
direi che in pratica
l'ho trovato irresistibile.


E così,
al mattino,
prima del caldo,
ho scritto.
Stavolta non di me
(anche se in parte mi somiglia),
o di feste,
 di creazioni home made,
ma
ho partecipato al gioco mensile
organizza nel suo Blog.
Partendo da un incipit ,
scritto dalla blogger stessa,
scrivere un finale,un raccontino
seguendo la propria fantasia...
dunque liberi!
Ed è per questo che mi piace.
Il suo incipit poi,
è perfetto:
 adoro i boschi
e la magia che si nasconde
tra le loro fronde.
Ci provo.



Ecco il suo incipit...


Odore di muschio. Di foglie in decomposizione.
Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito.
Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando...




Improvvisamente si ricordò.
Anche se il bosco era cambiato negli anni, forse più incolto, forse più oscuro, quello era il suo di posto,anzi il loro.
L’aveva sognato ,si era confuso tra i mille pensieri che affollano i giorni.
Proprio tra quelle querce, nell' avvallamento di muschi odorosi, nel fitto senza soluzione di continuità, un tempo ,lei aveva lasciato la sua mano e s’era messa a correre. 
Laggiù, ancora come allora ,le fronde s’aprivano ,lame di sole caldo inondavano l’orizzonte ed all' improvviso… una radura.
“Nascosta ai più, questo regalo è solo per noi”, le aveva sussurrato il nonno.
Lei 5 anni, lui 70 e un’intesa perfetta che li attraversava.
Erano partiti presto in quel giorno di fine estate, caldo ma non troppo ed intanto l’ombra li avrebbe protetti.
Che fosse andata, dopo tanti anni, a cercare proprio questo, ne ebbe consapevolezza nel momento esatto in cui aveva sollevato lo sguardo, ed  ora, senza corse, ma con passo  veloce, si sentiva vicina.
Rivoleva quel regalo, ne aveva bisogno.
D’improvviso, così come era stata celata ai suoi occhi per anni, apparve nello spazio senz' alberi, solenne, perfetta circondata dal silenzio.


Decise di perdere il suo sguardo cogliendone i particolari, voleva respirare tutto il possibile, assorbire l’incanto dei suoi cinque anni o dei suoi cinquanta,poco le importava.
Si accomodò nei pressi, incurante dell’essere lontana, spersa ,sola nell'avanzare della notte. 
In fondo era arrivata a casa.
Tutte le mancanze della sua vita, parvero colmarsi, la quiete l’avvolse.
Appoggiò la testa sulle ginocchia e rimase lì così.



Io so che cosa ha visto.
Credo che anche ciascuno di voi lo sappia.
Il bello
è che non sarà la stessa cosa.







lunedì 25 luglio 2016

La festa:parte seconda ovvero il party

Se pensare al momento
intimo e spirituale
in chiesa
ha richiesto tempo,
l'organizzare e preparare
il dopo
è stato veramente impegnativo.


Quando il numero degli invitati
ha raggiunto le 70 persone,
ho deciso che era arrivata
l'ora del quaderno
e  degli elenchi
da spuntare,
in pratica
levatacce mattutine
e sonno arretrato
sulla soglia dell'estate.


Si deve,dunque, pensare
al cibo,
all'allestimento e
all'intrattenimento
degli amici e parenti
che
staranno con te
fino a sera
in quel giorno di festa.

CIBO


In questo caso ho usato la tecnica,
"Vienieportaqualcosa".
Mi spiego.
Molti sono stati invitati
a non comprare regali
per noi festeggiati,
bensì a cucinare un piatto
dolce o salato
da offrire in questa
"apericena",
o ,
come si dice da noi in Piemonte,
una "merenda sinoira",
che poi in realtà
 è una mangiata bella e buona.


Naturalmente
ho segnato
su quali piatti potevo contare
e come si può immaginare,
moltissimi!
Dalle insalate di riso,
ai patè,
ai piatti vegetariani,
ai panini e le torte salate,crostini di salmone,
pizze e focacce...
solo
per quanto riguarda il salato.


Le domande più ricorrenti sono state:
"Ma per quanti ne faccio?
Ma c'è un frigo?
Quando porto questi piatti?".

Nonostante queste incertezze,
i molti sì e qualche no,
sul tavolo del buffet
il cibo non è mai mancato.

Anzi...
l'abbiamo distribuito al termine a chi lo desiderava
e molto ne abbiamo mangiato noi
nei giorni seguenti.


Poi si è aggiunta una grigliata epocale
(grazie a Maurizio,il compagno di mia figlia)
che non deve mancare nelle feste all'aperto:
a quel punto tutti gli ospiti erano veramente soddisfatti.


Gli americani hanno affermato che il barbecue,
in Arkansas molto gettonato,
era veramente impareggiabile!


Si finiva ,
quasi a notte,
con i dolci:
la mia Angel Cake ai mirtilli
è sparita in un attimo.

Io non credo
d'aver mangiato molto,
però ho parlato con tutti
e questo
è ciò che importa.

ALLESTIMENTI


Se sei il solo organizzatore della festa,
sebbene affiancato da validi aiuti,
non puoi  sbizzarrirti
con molte decorazioni,
devi concentrarti su altro
(vedi cibo)
e quindi ho semplicemente sparso
i miei vasetti con candeline
su tavoli
e rami;
ho usato i ceppi di legno che fanno molto country;
ho disposto tovaglie bianche;
ho appeso bandierine home made
ed alcune decorazioni dell'ikea
sul tavolo centrale
e le persone si sono sedute
in giro per il prato
seguendo amicizie,
parentele
o semplice vicinanza
di chiacchiere.


Io sono stata sempre a spasso:
volevo godermi tutto
al 100%!

INTRATTENIMENTI


Durante la festa,
gli invitati vanno accolti,
visti,
ma anche fatti divertire,ridere,
emozionare
e riflettere.

Per questo abbiamo affidato ad una piccola ,giovane
e bravissima band
il compito di accompagnare con la musica
i momenti iniziali del banchetto.


Più tardi,
anche Lorenzo ed i suoi amici hanno improvvisato
canti e ritmi
per tutti gli ospiti,
ormai sazi
(si spera).


In un angolo ho posto la consueta cornice
che è divenuta
sfondo per le foto
di quasi tutte le coppie,
mamme e papà,
gruppi inconsueti
molto affollati,
baci teatrali
o smorfie
da riderne
una volta finito.


A tutti ho poi consegnato
una storiella
trovata sul web,
da portare a casa e su cui,magari ,riflettere.


Ovviamente scritta anche il inglese:
pochi i temerari italiani
che hanno dimostrato le loro capacità linguistiche.


Su quattro fogli
avevo stampato un piccolo gatto:
i "fortunati" che l'hanno trovato
sono andati al microfono
per gli auguri di rito...
Tanta emozione,
parole sgorgate dal cuore,
da chi si è scoperto perfetto
intrattenitore!


Nella notte,poi,
si sono levate nel cielo
alcune lanterne
accompagnate da tanti desideri:
ognuno di noi li ha formulati nel cuore.


I miei
non si sono ancora posati.
Stanno volando,
assieme alle lucciole.



















venerdì 22 luglio 2016

La festa: parte prima ovvero in chiesa

Si ricomincia.


Soprattutto si ricorda.

E perché possa servire ad altri,
voglio scrivere
come i fatti sono andati.


Nel caso della festa,
come sono stati preparati
i vari step
per rendere
speciale
il 10 luglio 2016.


Se si vogliono festeggiare,
per esempio,
i trent'anni di matrimonio,
i 25 di una famiglia americana,
i 55 dei tuoi genitori,
si deve cominciare per tempo:
mesi prima.


 Prima di tutto bisogna trovare una location
che ti rappresenti.


Nel mio caso ho scelto
una piccola chiesetta,
semplice,
del 1500,
situata nei boschi,
sulla collina del mio paese.


Dopo aver preso accordi con il parroco,
con i "massari",
cioè con coloro che si occupano
del luogo,
con annesso prato
e pergola,
si può andare avanti con il resto. 


Naturalmente,
trattandosi di anniversari,
ho voluto anche la funzione religiosa:
 questo momento intimo e particolare
va preparato,
indubbiamente con il Don
(che conosco bene e ciò facilita le cose!).


Nella fattispecie
mi hanno molto aiutata
carissime amiche
leggendo salmi e preghiere;
io stessa ho preparato un ringraziamento
(vi avverto,ho pianto nello scriverlo,
ho pianto nel leggerlo...
magari poi lo posterò...).


 In chiesa,
ci vuole la musica,
ancora meglio un coro.

Qui per me è stato facile,
dal momento che appartengo,
come musicista
(poveri noi),
come "cantrice"
(aiuto!)
ad una piccola cantoria di parrocchia.


  Con la loro presenza
tutto ha preso un'altra piega:
commozione
e gioia
ascoltando il violino di Tommaso,
il sax,
le voci ,
l'organo,
le strofe dei canti 
eseguiti in un'altra lingua.


Essendo, infatti,
una festa
anche per una coppia americana,
molte parti sono state
tradotte
(grazie al mio Lorenzo),
dedicate agli ospiti
leggendo intenzioni
o preghiere in inglese.
(grazie al web...!).


Se si parla di chiesa,
non si può dimenticare
che essa va abbellita
con fiori.


 Ho pensato a lungo,
ma ero certa di volere
un addobbo semplice,
dai costi limitati
e tutto home made.

 Dunque ,
ho preso dei banali "Bormioli"
dimenticati in cantina,
li ho decorati con spago,
 iuta,
una vecchia tenda di pizzo,
(povera!),
i miei immancabili bottoni
declinati nel verde,
come si conviene
ai boschi attorno.


Ne ho preparati tanti,
che sono pure serviti per altro.

 Quelli per la chiesa
li volevo particolari,
così ci ho aggiunto una spiga di grano
e della lavanda:
in pratica profumo
e bontà :
parte di quello che ci vuole
per andare avanti,
insieme,
negli anni.


Il giorno precedente alla festa,
ho acquistato un piccolo mazzo di Gypsophila paniculata,
detta comunemente "fiore della nebbia",
per la modica cifra di 5 euro!


Il mattino del 10 luglio,
in un caldo soffocante,
ma con un benaugurante cielo azzurro,
ho reciso alcune infiorescenze della mia Annabelle:
composte nei vasetti
rendevano l'insieme leggero
e ,come un velo bianco,
ricordavano il tema della festa.
Provvidenziale
è stato l'aiuto di un'amica
che si è improvvisata "fiorista"
spargendo i vasi sull'altare.


 Entrando,
sulle note
mi è parso
che la tanta fatica,
avesse avuto il suo senso:
gli occhi lucidi,
al termine,
rimarranno negli anni a venire.

 L'unica pecca,
di un attimo intensissimo...
il riscaldamento rimasto acceso per tutta l'ora...
così m'han detto.
(luglio?!).


Gli applausi 
li ho tenuti con me.

 Ora mi servono.