mercoledì 30 novembre 2016

Insieme Raccontiamo 15



Come d'abitudine e per un soffio,
anch'io partecipo alla consueta 
e piacevolissima iniziativa di 
Questi giorni
son un po' troppo pieni...
ma il suo incipit mi piaceva tantissimo.
Ancora una volta ci ho provato,
qui davanti al caminetto
con il mio gatto
tra le braccia.
Un'ora di pace
e di calore.
Poi...
il resto.

Il suo inizio:


Guardava la pioggia che dietro ai vetri cadeva incessante. Gocce fitte, allungate come tagli arrivavano da un coperchio nero che sovrastava la città.
Formavano una cortina così fitta da isolarla dal resto del mondo. Sparite le altre case. Via il campanile che di solito si ergeva contro l’orizzonte come un guardiano silenzioso e severo. Solo acqua, tuoni e fulmini. Per il resto, buio completo. Notte in pieno giorno. Una notte improvvisa e strana. Nata in cinque minuti. Senza preavviso.

Poi, accadde.



Il silenzio chiuse ogni cosa.Non più pioggia,né vento,né tuoni nel cielo nero opprimente.
 Nella sua piccola casa,con lei appoggiata ai vetri calò qualcosa d'immobile,una sospensione senza motivo.
L'angoscia cominciò a crescere ed il suo sguardo vagò alla ricerca di un perché,di un termine a quel tempo senza vita che era calato in strada,sulle colline e si allungava laggiù oltre il campanile,verso la città.
Almeno si fossero diradate le nebbie scure che avvolgevano quel che restava del  giorno. 
Le parve distintamente d'essere in pericolo,così sola,in un letto ,con la peggiore influenza degli ultimi anni.
Voleva sentire qualcuno,ma i colleghi erano al lavoro,nel bel mezzo di quello che pareva una tempesta tropicale.
Gli amici...magari avrebbero riso delle fobie,dei timori che da tempo abitavano la sua mente.
Dunque bisognava attendere...la grandine ,il vento o peggio,una tromba d'aria che avrebbe fatto strage degli alberi del viale proprio lì sotto.
Chiuse gli occhi.
Attese la fine.
Solo il respiro e un leggero frullo tra i rami in basso.
Quasi un fremito,poi un miagolio distinto e affranto:era un gattino  sperduto in questa notte anzitempo.
Fare finta di niente era l'unica opzione per lei.
Era malata e  chissà che stava per capitare sulla città.
 Tutti sapevano delle sue paure,era pienamente giustificata.
Il gatti le stavano pure antipatici.
Eppure mentre i pensieri inseguivano nuvole a cataclismi imminenti,i suoi piedi non volevano arrestarsi e d'un volo scese le scale e si trovò nel pieno del ciclone o di ciò che ne avrebbe seguito.
Allungò le braccia,incespicò,si ferì i polsi ma finalmente raccolse tra le mani un fagottino di pelo fradicio e tremante.
D'un tratto ,come era arrivato,sparì quel "non tempo" di calma apparente e ricominciarono gli scrosci d'acqua battente.
Se ne tornò in casa.
Dimenticò acqua ,tuoni e cielo nero.
Versò il latte in una ciotola e si fermò.
Fu quando il "pelosetto" si avvicinò alla tazza che si accorse della luce.
Attraversava tende,stanze,vie,fino al campanile che parve tornare al suo posto.
Raggiunse anche i suoi occhi.
Si sentì meglio.
Magari poteva tenerlo.
Le venne da ridere ed ebbe una voglia matta di raccontarlo.
Prese il telefono.
La città era già al sole.



venerdì 25 novembre 2016

Aspettando...



Piano,piano
arriva il tempo
che io preferisco.
Quello che mi fa alzare presto
anche quando non si lavora,
che mi agita le notti
e allunga le sere.


Tempo che mi fa tornare bambina,
che riempie di idee,
di progetti
ogni attimo libero,
e anche quelli che non lo sono.


Insomma,
un coinvolgimento di energie,
pensieri,
emozioni
ed anche un qualche dispendio
di risparmi
in 
sorprese,
decorazioni,
attività,
cene ,
pranzi,
e corse in auto
alla ricerca
del regalo
impensato.


Dunque,
aspettando il Natale,
a casa,
a scuola,
in giro
con amici
e parenti...

Waiting  for Christmas.


Che poi trasformare la casa,
far presente a chi ci vive, 
a chi entra
che si sta vivendo la festa
più bella dell'anno
non è ,
a mio avviso,
una banale esteriorità,
qualcosa di aggiunto,
più o meno alla moda dell'anno.


Ma una vera necessità
per la mia famiglia.
La voglia di ricordare quale è la fonte
dei nostri desideri,
quelli più veri o profondi,
il motore che ci spinge,
che ci fa desiderare di tornare la sera.


Il bisogno 
di rinnovare
ogni anno
il nostro stare assieme,
il gioire
della "buona novella"
nonostante tutto
quello che circola nel mondo.


Allora
luce,
ovunque,
piccola,
semplice,
magari a forma di angelo
come il piccolo che indosserà
il berretto 
morbido
con il pon pon di pelliccia
(100% ecologica naturalmente);
un delicato fiocco di neve 
per ricordare  ciò che ci attende
nonostante
questi giorni
ancora caldi.
Tante maglie alte
seguendo un modello facile facile,
da finire
in due sere,
sonno permettendo.


Ed ancora
scegliere il legno;
 pensare a ghirlande
decorazioni,
lavoretti con i bambini,
utilizzando
e facendomi ispirare 
da quello che posso trovare fuori,
nel giardino-selva,
nei boschi,
anche nelle piante
ai lati del solito parcheggio.


S'impara a guardare.
Si vedono le foglie carnose della magnolia,
le pigne a terra,
i frutti secchi del liquidambar,
il ramo contorno
proprio in alto sull'albero.

Via di cesoia in macchina
proviamo ad organizzare
il da farsi
magari assaporando
 i primi biscotti profumati.

 Poi arriverà anche il mio ragazzo.

Che attesa!


domenica 20 novembre 2016

Dolce novembre


 Non è vero
che novembre è un mese noioso ,
un po' triste.


Certo il cielo ,finora,è stato per lo più grigio.

Le montagne che ci circondano
sono già imbiancate
e i colori sugli alberi stanno svanendo.

Le ore di lavoro assorbono gran parte del giorno
e non sono propriamente "facili".


Il tempo per le passioni,
le idee,
i progetti
piccoli o grandi che mi rincorrono,
è sempre molto limitato.


Però,su consiglio di Francesca ,
un'amica 
che ho imparato a conoscere
sul web,
bisogna provarci.


A vedere il luminoso,
l'interessante,
il magico
in tutto ciò che fai 
e naturalmente
cambiare il resto,
quando si può.


Dunque ,
il grigio
non è per niente male,
se si trova in un maglioncino
che si perde nelle righe.
Indossato dalla figlia piccola,
ti meravigli delle capacità di tua madre,
che lavora ai ferri
da una vita
e lo fa con una bravura
entusiasmante...
Pure il bianco
fa la sua figura,
nel maglione invernale anti freddo...
lana fenomenale,
morbida e calda
scovata on line  per lei 
( lane Mondial)...la tecnologia!!!


Tutto diverso se
accompagnato da lucine
che quest'anno voglio spargere ovunque.


Acconto alla pochette
per le prossime feste,
sulla coperta da caminetto
per le serate al calduccio,
con una tisana da una parte
e il crochet dall'altra.
Equilibristi da divano...


Per non parlare della torta dalla forma strana
ma dal sapore invitante:
praticamente già terminata.
Dicasi torta
marmorizzata,
venuta un poco bruciacchiata
perché
dimenticata nel forno.
Equilibristi delle troppe faccende contemporanee...


C'è pure spazio
per interventi più grossi
in camere 
che crescono con i figli,
(farò vedere)
e per i giochi
incessanti
che adoriamo fare
con il piccolo di casa.


In realtà
 novembre m'appare dolce,
al di là
dei suoi rigori,
perché
 nei suoi giorni
 è nata la mia prima figlia,
 Maria Sole
(il 21 per la precisione).
Emozione allo stato puro
e meraviglia
anche negli affanni
e nelle paure
di una mamma
alle prime armi.


Ancora oggi,
per noi,
lei è 
" bambina grande".
Che cosa c'è di meglio
che cucinare
un Angel Cake
all'arancia e melograno
e ricoprirla di cioccolato fondente,
con 
un mucchio
di allegre renne
in partenza.


Rosse naturalmente.
Una per ogni anno.
Per niente noioso
o triste.
Happy birthday....


martedì 15 novembre 2016

Red or White


 In realtà
sono immersa
in ben altre scelte,
in cambiamenti
che 
vanno al di là
del mio vivere quotidiano,
qui ed ora.
Parlo del mondo,
della complessità
che 
lo accompagna.


Però,
proprio perché,
in questo mio piccolo spazio,
voglio sentirmi in pace,
acquistare un poco di leggerezza,
sognare
accantonando
anche solo per qualche ora,
l'incessante
moto perpetuo
in cui tutti siamo immersi,
la questione gira tutta
su 
rosso o bianco.


Mi spiego.
Mancano 40 giorni al Natale.
Qualcuno in meno all'arrivo del mio ragazzo
e mai come quest'anno
vorrei
che la casa
e quanto gli gira intorno
e naturalmente
tra le sue mura,
riflettesse la mia gioia,
la trepidazione,
l' attesa
per la Festa
che più amo nell'anno.


Dal momento poi che 
il tempo a disposizione
è sempre poco,
mi piacerebbe riuscire
a pianificare meglio
i giorni
che mi attendono.


Dunque
virare
al rosso,


come le ultime rose del giardino-selva,
come le foglie dei ciliegi sulle colline,


come il manto della mia gattina


o come la pochette  intessuta nella rete da giardiniere...

Quasi finita...

Nessun modello specifico mi ha aiutata,
ho trovato alcuni tutorial
per imparare ad usare il crochet
attraverso questo sostegno
da pochi soldi.


Adesso vedrò se applicare
una calamita per fissare la chiusura.
Comunque il risultato mi piace molto,
ed anche la ragazza minore a cui è dedicata
è super soddisfatta.


Oppure
optare per il candido bianco,
come le rose iceberg
in fiore fino all'inverno,
come il gattone di casa ,morbido e coccolone,
 come il profilo innevato
del Monviso
oltre i boschi laggiù
o
come i fiocchi di neve appesi leggeri
sull'antina vecchia del salotto.
Sul web se ne trovano tantissimi,
facili e veloci da realizzare
soprattutto  se scrivi snowflakes.


Spesso sono disegnati gli schemi
e quindi non vi è neanche la difficoltà della lingua.


Contro il sole
di oggi,
abbagliano,
sono cristalli.


Possono decorare finestre,


diventare ghirlande,
trasformarsi in  un calendario d'avvento
o in un regalo per amici preziosi.


Devo riflettere
e nello stesso tempo
chiedo consigli.


Di sognatori
in giro 
ce ne sono ancora parecchi,
dunque
 red or white
per il Natale
2016?

E speriamo
non mi venga in mente
anche il verde.