mercoledì 28 giugno 2017

Estate:questo è il giorno


Quando ero piccola,durante le estati più calde e solitarie, 
andavo a comprarmi il ghiacciolo al bar dell'angolo,
sempre rigorosamente alla menta.



Il suo piacere dissetante era la mia delizia d'infanzia.


Forse è per questo che alcuni anni fa
 ho messo a dimora nel mio giardino 
alcune piante di menta,
non sapendo che fosse così invadente,
capace di infilarsi ovunque tra rose e cespugli.



Il suo profumo però batte ogni altro:
basta passare lì innanzi,sfiorarla,prenderne un pezzetto 
per riempire l'aria di fresco 
e a ricordare a tutti che l'estate è arrivata.



L'altro giorno ,seguendo le richieste di mia figlia,
alla ricerca di una bevanda dissetante tutta homemade,
ho provato a fare lo sciroppo di menta
 seguendo questa semplice ricetta.



L'ho raccolta,tritata nel bimby con una parte di zucchero,
ho sciolto il resto nell'acqua,aggiunto la menta ridotta a poltiglia
 e l'ho fatta riposare una notte in frigo.




L'indomani ho filtrato lo sciroppo e voilà era pronto da bere.




Il colore e il profumo sono intensissimi e tutti in casa hanno gradito.



"Sa di foglie nonna!"



Nella sua perspicacia Noah ha capito 
che  l'aggiunta di una scorza di limone 
mitigava un po' il suo gusto forte:
la prossima volta provvederò,
tanto la materia prima è in continua espansione.



Poi la sera,quando la temperatura si è fatta più accettabile,
mi sono immersa nel campo di grano che si distende appena fuori del mio paese:
una meraviglia di colore,movimento,essenza ,
da non smettere di guardarlo,ancora caldo e secco di sole.


In un attimo ho deciso:un mazzo di piccole spighe,quelle sul ciglio,
 è venuto a casa con me nel cesto della bici.



Mi pareva d'essere più leggera,avevo il mio tesoro,un abbraccio d'estate a portata di mano.



Ancora non so perché queste piccole cose,all'apparenza insignificanti 
mi riportino indietro nel tempo 
e aggiungano felicità ad un giorno.



Comunque,senza addentrarmi troppo nei  pensieri,
ho provato a casa a realizzare una ghirlanda di grano.

Preso l'intreccio grezzo di betulla,
ho aggiunto le spighe a mazzetti  seguendo due direzioni opposte
  e partendo dall'alto,
dal fiocco rosso come il tramonto tardivo di questi giorni.

Ho dovuto lavorare parecchio ed infilare il grano tra gli spazi vuoti,
fissandolo con la colla a caldo 
fintanto che la corona mi è parsa armonica .
Mancava qualcosa.
Perché non  mettere dei  papaveri?


Tra le varie opzioni ho scelto di realizzarli con l'uncinetto 
seguendo queste semplici istruzioni.



Terminati in poco tempo,li ho sparsi sulla ghirlanda 
seguendo il caso come fanno i papaveri lungo le strade.


Adesso sì che è estate.

Questo è il giorno.





sabato 24 giugno 2017

Runner Table


 Cambiando il tavolo,
ho dovuto pensare un altro modo di apparecchiarlo.

Credits
Le solite tovaglie non andavano più bene:
troppo piccole 
e non adatte all'irregolarità dei bordi 
del mio "albero in casa".

Credits
Poi la bellezza del legno e il suo profumo 
sconsigliavano una copertura totale del piano d'appoggio.

Credits
 Dopo una ricerca accurata sul web 
ed anche  cosa custodivano i miei armadi,
ho realizzato che per rendere accogliente,
elegante,semplice 
e pratico il mio cedro del libano 
avrei dovuto usare dei Runner,

Credits
delle fasce in tessuto di cotone, lino o seta,
od anche lavorate all'uncinetto,
 poste sul tavolo centralmente 
e nel senso della sua lunghezza,
 oppure nella direzione opposta,
 magari in coppia con un altro runner identico.

Credits
L'idea mi ha immediatamente conquistata.

Credits
Non so se mi piacevano di più in coppia
 o centralmente 
e per un po' di tempo
 ho attinto alle riserve di biancheria in mio possesso.

Credits
Ho scoperto che erano eccellenti 
in ogni occasione e si adattavano completamente al mio tavolo,
anzi lo valorizzavano.

In un attimo erano lavati e pronti ad un nuovo utilizzo:
sia quando eravamo in tanti,
sia per le colazioni 
o lo spuntino che il ragazzo americano
 pratica molto spesso.


Poi,ad un mercatino,ho visto una tela di canapa,
grezza quanto basta,
dal colore neutro e caldo 
e ho pensato che potesse essere perfetta,
messa centralmente ,cascante ai lati 
con un semplice bordo all'uncinetto.


Capace anche di rendere più bello un centrotavola
 e quindi lasciata tutto il giorno a fare mostra di sé.

L'idea mi ha entusiasmata e,
nonostante il caldo opprimente,
mi sono messa subito all'opera.


Non necessitava di cuciture laterali (e meno male...)
 ed allora ho rifinito il bordo che si sarebbe sfilacciato 
con un punto catenella per niente preciso 
e di certo da non far vedere,
residuo di un imparaticcio della scuola media:
necessario però per lavorare con l'uncinetto ed ancorare il mio bordo al tessuto,
direttamente maglia bassa sui punti di ricamo.


Dopo aver lavorato due giri di maglia bassa,
ho fatto un altro giro di tre catenelle 
e una maglia bassa creando degli archetti.


In seguito, ho praticamente realizzato dei ventagli
 lavorando nelle tre catenelle: 
una maglia bassa,una mezza maglia alta,
una maglia alta,tre catenelle,
ripetute poi al contrario 
fino a terminare con una maglia bassissima nella maglia bassa sottostante.


Un bordo all'uncinetto semplice e veloce che ho terminato in un pomeriggio 
e che la sera era già pronto per la cena.

Naturalmente chi è stato il primo a versarci sopra il vino?

Io

E Noah :"Nonna,non essere triste,non è grave!"





lunedì 19 giugno 2017

Cucinare soli o accompagnati?


E' una costante di casa mia.
Quando si organizza una festa tutti dicono:
"Non ti preoccupare mamma,noi ti aiutiamo a cucinare!".
Arriva il giorno prestabilito  e mi ritrovo pressoché sola in cucina:
 c'è chi deve studiare,
chi ha la lezione di violino e chi lo deve portare in auto,
chi si era dimenticato di un impegno inderogabile 
e chi di prassi viene mai preso in considerazione 
giacché si proclama incapace tra i fornelli,
il tavolo,le pentole e il Bimby (che sarà mai questo sconosciuto).


 Nella moltitudine delle pietanze che lievitano,
cuociono nel forno e vengono spezzettate sul tagliere 
o lavorate nell'aggeggio sconosciuto,
di solito accade anche che il numero degli invitati salga.
Come si dice,passandomi vicino :"C'è molta roba,poi la avanziamo...Sia mai!".


Dunque mentre la confusione e gli incastri tra una ricetta e l'altra si susseguono
 mi sorge un dubbio:
non è che tutta questa solitudine in cucina sia anche in parte voluta?


E' vero che dopo alcune ore comincio a dare i numeri
 e a lamentarmi sopraffatta dai piatti,le ricette,i dolci,gli antipasti 
che ho intenzione di preparare per 10,18,25 ragazzi,amici ,parenti...


Però,il muovermi a mio piacimento tra sughi,lasagne,pizze 
e torte da guarnire una volta fredde mi soddisfa.
Gioisco di una cottura perfetta 
e mi arrabbio di un paté che poteva venire meglio.


Spesso,soprattutto  in estate,sto scalza,
ascolto musica o canto io stessa,
magari sempre lo stesso ritornello per concentrarmi sui minuti nel forno 
o la verdura da lessare al punto giusto.


Quando poi l'ora si fa tarda,allora qualche anima pia si ferma con me,
anche solo per comporre gli spiedini di frutta (ottimi)
 o spargere le candeline accese sul terrazzo .


Il disordine si placa e come d'incanto ricompaiono tutti a spazzare,
riempire  più volte la lavastoviglie,
abbellire  i tavoli con luci e profumi,
mettendo in frigo il vino per la festa 
e battendo le mani per"l'Angel Cake" che viene sempre bene.


Al termine della festa ,con gli ultimi saluti ,
i piatti vuoti e i sorrisi da ricordare 
e i bei momenti vissuti insieme,
mi dimentico della stanchezza,
del caos solitario e della cucina malmenata da ore di intensa attività.


Ma anche gli altri se lo scordano e ripetono:
"La prossima volta avrò finito gli esami e così cucinerò anche io,vedrai!"


Ci credo?
Lo voglio?